Le icone laiche di Elio Silvestri

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COMUNICATO STAMPA


Mostra: Le icone laiche di Elio Silvestri
Luogo:
LE VENEZIE, Villa Letizia, Via Tandura 5, Treviso
Periodo: 14 settembre – 12 ottobre 2008
Ideatori ed organizzatori dell’evento:
Centro per la Cultura e le Arti visive LE VENEZIE
Nuovi Sentieri Editore, Falcade (BL)
Curatore: Luigina Bortolatto
Catalogo: Nuovi Sentieri Editore, Falcade (BL)

Inaugurazione domenica 14 settembre 2008 ore 11.00

Le icone laiche di Elio Silvestri

“... Le icone laiche di Aurelio Silvestri assumono valori allegorici e simbolici nell’andirivieni tra Roma Venezia e l’amato Cadore, in un variegato mondo d’acque, di monti, di monumenti, di figure di giovani, uomini, donne.
Una visione acuta, penetrante: luoghi noti, case e litorali di sabbia e di ghiaia, monti astratti, la cupola nel tramonto pacato o incendiato tra gli archi del ponte, candele di festa, esodi dolorosi.
Quasi una metamorfosi fantastica organizzata in geometrie surreali, quasi caleidoscopio di cristalli sono i verticali paesaggi dolomitici dell’anno in corso (6). Case, chiese, monti, si innalzano fino al cielo, teso o cantato, con improvvisi punti di fuga dai quali nasce un racconto vitalizzato da una lirica finzione. Come in un favolismo da intellettuale coscientemente da naïf: cavalli che trascinano slitte, uomini che segano alberi, sono usati come stilemi popolari in un atteggiamento disincantato.
Una pittura di impegno sociale, dalle figure del ’68 che ricordano Levi, Migneco, Zigaina a quelle dell’ ’85, ’86, ’87, più vicine a Pizzinato e a Toffolo Anzil.
Il rapporto di Silvestri con il mondo montanaro assume accenti diversi, epici o elegiaci, struggenti e patetici, sempre critici.
Figure e paesaggio scandiscono una poetica presenza con approfondimento dei mezzi espressivi, quadrati, triangoli, rettangoli e i colori: azzurra è la notte, gialli e verdi sono il giorno. Il calibrato telaio compositivo di una lingua, una scacchiera nello spazio in cui le accensioni del colore sono eco del violento lirismo dei fauves e le vibranti luminosità di Delaunay, acquisite anche attraverso la sofferta partecipazione al nuovo del cadorino Masi-Simonetti...”
(L.Bortolatto)

Note autobiografiche
Sono nato a Treviso il 27 agosto 1928 da Enrico Silvestri ed Olga Mazzotti, ci siamo trasferiti a Roma nel 1934, dove ho frequentato i vari ordini di studi (5 anni di ginnasio, 2 di liceo classico, abbandonato nel 1945 nel marasma degli eventi bellici).
Nel ‘46 mi sono diplomato al Liceo Artistico di Roma, nel ’47 ho conseguito l’abilitazione all’insegnamento del disegno per le scuole di ogni ordine e grado (ad eccezione dell’Istituo Professionale Femminile!) e mi sono iscritto alla Facoltà di Architettura, dove ho seguito, tra gli altri, i corsi di Vagnetti, di Fasolo, di Mugnoz, di Prandi. Per alcuni anni ho insegnato disegno all’Istituto “Volere e Potere” e al tecnico per geometri “Leonardo da Vinci”. Nel frattempo, nel ’48, mi sono diplomato geometra. Nel 1952-53 ho fatto la naja, sottotenente nel Battaglione Bassano del 6° alpini.

Dal 1954 al ’59 ho lavorato all’Ufficio Studi e Progetti del Ministero dell’Aereonautica. Nel 1959 mi sono sposato con Silvia. Nel 1960 sono entrato come geometra nell’ufficio tecnico dell’ENPALS, l’ Ente di Previdenza per i Lavoratori dello Spettacolo, dove sono rimasto per tutta la mia vita di impiegato, fino al 1993.
Ho cominciato a frequentare  l’ambiente pittorico romano, l’Accademia  del nudo,  le collettive di via Margutta, gli studi di via del Babbuino,  di via Ripetta, di Piazza di Spagna. Era un mondo da scoprire, l’urto della morbida pittura tonale romana con il violento neorealismo di Guttuso e del giovane Vespignani, quello delle scure ed aspre incisioni di treni, stazioni, sottopassaggi. Io ero ancora legato ad un liquido cromatismo veneziano con il quale cercavo di fermare e di esprimere sensazioni e stati d’animo vagamente romantici.Il neorealismo mi ha dato una scossa spingendomi nella ricerca di modi di comunicazione più incisivi e personali, diversi. Una ricerca che è durata tutta la mia vita, e che direi dura tuttora, convinto come ero e sono che quando uno si ferma nella sua ricerca e diviene ripetitivo di se stesso rischia di smettere di essere artista, per diventare artigiano, anche se ottimo.
E’ stato così il mio indagare curioso nei vari campi, con il legno, la ceramica, l’incisione, l’affresco. Anche con l’architettura.
E’ stato un andare a volte avanti fino al limite dell’astratto, e un ritornare a positivi segni ancorati alla terra, al reale, all’uomo. Alla montagna, che sempre più mi appare come un punto fermo, un valore assoluto che non delude, anche se così meravigliosamente e dolorosamente diverso per ciascuno di noi, per ogni momento della nostra vita, e anche dopo.

 

La mostra Le icone laiche di Elio Silvestri rimane aperta fino a domenica 12 ottobre 2008

Orario: martedì, mercoledì, giovedì, venerdì ore 9.00 – 13.00
giovedì ore 15.00 – 18.00 ; sabato, domenica ore 15.00 - 19.00

INGRESSO LIBERO

Con la partecipazione di: Gruppo Compiano Iniziative Culturali;
Nuovi Sentieri Editore, Falcade (BL);
Tenuta Agricola Castello di Roncade di V.Ciani Bassetti



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