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Terra
acqua aria, incanto disperato e acceso
nellopera di Franco Cilia |
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Sabato
27 gennaio 2007 alle ore 18.00
Terra acqua aria,
incanto disperato e acceso nellopera di Franco Cilia curata da Luigina Bortolatto
Franco Cilia, nato a Ragusa nel 1940, è artista geniale e ironico, seguito e ammirato nel panorama nazionale ed internazionale. Pittore, scultore e scrittore, interprete del rovello artistico del 900, è libero dagli schemi, inquieto e trasgressivo, aperto alle suggestioni soggettive e alla dialettica oggettiva fra vissuto personale e dimensione sociale. Dagli anni 60, utilizza la pittura e la scrittura come strumenti per indagare ciò che egli definisce limmenso e ancora inesplorato paese delluomo. Una ricerca in cui Cilia ha affrontato la tematica del rapporto delluomo con il suo doppio, partendo proprio dal tratto immaginativo del pittore tipicamente romantico Turner, nelle cui iconografie Cilia si è dichiaratamente riconosciuto, perché come per Turner madre natura era ricchezza e libertà, per Cilia aria e acqua sono immaginazione che conduce lontano. Dalla fonte turniana è scaturita una vera e propria eruzione di luce e di colore quasi che il campo visivo del Maestro fosse costituito da un alternarsi di esplosioni cromatiche, fonti di energia ed entusiasmo vitale. Negli anni 70 sviluppa particolare interesse verso le pitture nere di Goya, il quale affermava che il sonno della ragione genera mostri, riferendosi alla decadenza degli uomini del suo tempo e alla necessità di risvegliare lenergia della ragione per contrastare i mostri della guerra, dellingiustizia, dellindifferenza. Sono questi gli anni in cui Cilia dipinge maschere allusive e tragiche, fanciulle in fiore, ma anche in cui approfondisce i suoi interessi per la scultura, svelando nelle pietre della terra iblea il mistero antropomorfo come espressione profonda dellanima siciliana. Artista capace di affrontare, in modo ludico e drammatico, temi della memoria, dellimmagine, della vita e della morte in cui si può rivivere il richiamo vichiano al ciclo della storia umana; e proprio negli anni 80, tema centrale delle sue opere, sia pittoriche che narrative, è la sua morte, la morte dellartista, Cilia ist tot. Durante gli anni 90, dopo un lungo periodo in cui le sue tele annunciavano questa morte gridata, si congeda dal malessere causato dallassenza per ritornare alla vita, o meglio, alla cosa che più conta nella vita di un pittore: il colore. Sulla traccia d Federico Zeri e Mario Luzi, che vedono protagonista il cielo e i suoi dinamismi di luce, Cilia realizza un nuovo ciclo di opere in cui prevale il colore puro e assoluto, in cui acqua, cielo e sole ne sono protagonisti. Cilia ha realizzato il dramma E ancora Natale?, ha pubblicato opere narrative tra le quali Innocenza (1995), Oltremare (1997) e Ritratto post-mortem (1999). Luso contemporaneo di diversi mezzi espressivi evidenzia la sua continua ricerca, che non fissa la sua arte in moduli ripetitivi ma la intende quale strumento di conoscenza dellanima e della ragione umana, approvata da ogni paese attivo nella vita artistica: da Madrid a Parigi, da Lisbona a Copenaghen, a Colonia e Weimar. Le sue opere sono presenti in Musei e Collezioni italiane e straniere. Ricchissima è la letteratura critica sulla sua attività.
La mostra si conclude domenica 25 febbraio alle ore 18.00 con la drammatizzazione: Dal grido delle
pietre antropomorfe al canto delle stelle. Cilia è morto
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