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GIUSEPPE
MAZZOTTI con SANTE CANCIAN e SANTE ZANON
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Con il Patrocinio della Regione e dei Comuni di Treviso, di Fonte, di San Fior, e del Comitato regionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Giuseppe Mazzotti
Per ricordare il ventennale della loro fondazione, LE VENEZIE hanno organizzato una mostra di rilievo dedicata a Giuseppe Mazzotti, ricostruendone aspetti meno noti.
GIUSEPPE
MAZZOTTI con SANTE CANCIAN e SANTE ZANON
Il dott. Marzio Favero Presidente della Fondazione
Giuseppe Mazzotti
Ricordare Bepi Mazzotti è operazione magica. La poliedricità della sua figura, i suoi interventi in campi diversi, le testimonianze del suo operare inducono a una mobilità di osservazione che prevede un rapporto diretto tra il tempo da lui vissuto, quello che ha scritto, come ha agito, i personaggi coinvolti. Nella coincidenza tra lidea di esprimere e limmagine, necessita una forma di narrazione che tenda a esplorare non a definire.
Per la loro specificità LE VENEZIE intendono privilegiare lattenzione verso linquietudine di Bepi Mazzotti: corrispondenza di arti diverse, grande amore per la pittura, la scultura, larchitettura, la musica.
La mostra vuole essere uninterrogazione, più che unasserzione, su Bepi Mazzotti in una specie di teatralizzazione dellumano, del suo umano. Lo spettacolo non si apre sul suo rapporto con gli artisti, peraltro già individuato e largamente espresso, ma sulla sua esperienza di pittore, pubblicista, xilografo. Tema precedentemente avviato che diventa immagine mediante lesposizione dedicata ai suoi lavori.
LE VENEZIE, per la loro consuetudine con la figurazione e con i suoni, allargano la visione a due artisti trevisani che con Bepi Mazzotti hanno costituito uno straordinario sodalizio. Una quantità di cose definite, lontane e diverse, con Sante Zanon e con Sante Cancian si orientavano verso ununica direzione: le canzoni popolari diventate teatro dei sentimenti, deposito di sogni e di fantasie nel libro Cento canzoni popolari della Marca Trevisana.
La ristampa anastatica (1999) delledizione del 1938, già nelledizione del 1970 è introdotta da Bepi Mazzotti con una postfazione Le canzoni che qui si ripropongono allattenzione dei trevigiani furono cantate in coro nel 1938 da Sante Zanon, da Sante Cancian e dal sottoscritto, che rimasto solo vuol ricordare i due cari amici di quei tempi: un musicista a cui non è stato ancora reso lomaggio che gli compete e un disegnatore di straordinaria bravura, la cui opera non è ancora valutata quanto merita. Omaggio che LE VENEZIE rendono a Sante Zanon che, in mancanza di moderni registratori, trascriveva su un suo quadernetto la linea melodica delle canzoni e a Sante Cancian che riuscì ad illustrare ledizione originale eseguendo 80 disegni in un solo pomeriggio, sul balcone della tipografia, fra una sigaretta e laltra.
Per capire i legami molto stretti che il lettore di musica ha con il mondo della poesia pensiamo alla misteriosa prosodia che la lega e di cui affonda le radici nellanima umana risvegliando sensibilità ed intelletto. Negli stessi anni in cui Bela Bartòk era noto per le sue ricerche folkloristiche in viaggi attraverso le terre balcaniche, Bepi Mazzotti, Sante Zanon e Sante Cancian percorrevano la provincia trevisana con lentusiasmo di scopritori di opere darte e di reperti archeologici. Lincantevole descrizione delle diversità melodiche e tematiche delle canzoni, nella penna di Mazzotti diventa dialogo struggente e ironico con i due amici scomparsi.
Nel tentativo di disegnare tre ritratti dal vivo che erompano
dal quadro della vita e dellopera è necessario spezzare
il ferreo regime di cose note per confessioni anche frammentarie, pur
contraddette dialetticamente, di unoperazione un po gaia,
un po disperata in un drammatico bagliore.
L esposizione comprende:
Bepi Mazzotti Sante Cancian Sante Zanon
Completano lesposizione: disegni e litografie recentemente rilevate da Iginio Marangon, in Giuseppe Mazzotti, Le Ville Venete, 1952, Editrice Canova Treviso. |
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